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Imposta di registro dell’affitto, calcolata subito

Canone e durata: il calcolatore ti dà l’imposta per la registrazione, il confronto tra pagamento annuale e intera durata, e la quota di ciascuna parte.

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Dati del contratto

Regole: 2% del canone annuo, min. €67 alla prima registrazione; detrazione intera durata = ½ saggio legale (1,60% nel 2026) × annualità. Bollo €16 ogni 4 facciate per copia.

Come si calcola l’imposta di registro sull’affitto

Per le locazioni abitative l’imposta di registro è il 2% del canone annuo, con un minimo di €67 alla prima registrazione, e per legge si divide a metà tra proprietario e inquilino. Va versata entro 30 giorni dalla stipula (modello RLI, anche online), e poi a ogni annualità successiva — oppure in un’unica soluzione per tutta la durata del contratto, con una detrazione pari alla metà del saggio legale moltiplicata per il numero di annualità.

A parte va considerata l’imposta di bollo (€16 ogni 4 facciate o 100 righe, per ciascuna copia da registrare). Chi opta per la cedolare secca è esente sia dal registro sia dal bollo per l’intera durata dell’opzione: prima di scegliere, confronta il risparmio dell’esenzione con la rinuncia all’aggiornamento ISTAT e con la convenienza fiscale complessiva.

Pagamento annuale o in unica soluzione

Pagando tutta la durata in un colpo solo si ottiene uno sconto pari alla metà del saggio legale moltiplicata per il numero di annualità: con i tassi attuali il risparmio è modesto, ma si evita di dover ricordare il versamento ogni anno (le annualità successive non hanno il minimo di €67 e vanno pagate entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente). In caso di risoluzione anticipata, l’imposta versata in anticipo per le annualità non godute viene rimborsata su richiesta.

Ritardi e ravvedimento operoso

La registrazione tardiva del contratto comporta una sanzione dal 45% al 120% dell’imposta dovuta (minimo €150), oltre agli interessi. Con il ravvedimento operoso la sanzione si riduce in misura crescente con il ritardo: prima ci si mette in regola, meno si paga. Anche il mancato versamento dell’annualità successiva è sanabile con ravvedimento, con sanzioni molto più leggere rispetto all’omessa registrazione.

Registro o cedolare secca

Chi opta per la cedolare non versa né registro né bollo per tutta la durata dell’opzione: su un canone di €9.600 annui sono €192 all’anno di registro risparmiati (metà dei quali a carico dell’inquilino), più il bollo iniziale. In cambio si rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone. La scelta va fatta guardando il quadro completo: aliquota IRPEF marginale, tipo di contratto e durata prevista.

Domande frequenti

Imposta di registro: le domande più comuni

Chi paga l’imposta di registro, proprietario o inquilino?
Per legge è dovuta in solido e si ripartisce a metà tra le parti. In pratica spesso la versa il locatore in sede di registrazione e poi recupera la quota dell’inquilino.
Quanto costa registrare un contratto di affitto?
Il 2% del canone annuo (minimo €67 alla prima registrazione), più l’imposta di bollo di €16 ogni 4 facciate per ciascuna copia. Esempio: canone €500/mese → canone annuo €6.000 → imposta €120 l’anno, €60 a testa.
Conviene pagare anno per anno o per l’intera durata?
Pagando l’intera durata in unica soluzione si ottiene una detrazione pari alla metà del saggio legale per ogni annualità (con il saggio 2026 all’1,60%: 0,80% × anni). In compenso si anticipa tutto e, in caso di risoluzione anticipata, il rimborso delle annualità non godute va richiesto.
Con la cedolare secca si paga il registro?
No: l’opzione per la cedolare secca esenta da imposta di registro e di bollo per tutta la sua durata. Non si paga nemmeno per le annualità successive o le proroghe, finché l’opzione resta attiva.
Entro quando va registrato il contratto?
Entro 30 giorni dalla data di stipula (o dalla decorrenza, se anteriore), con il modello RLI — allo sportello o online. La registrazione tardiva comporta sanzioni, riducibili con il ravvedimento operoso.

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