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Lettera di disdetta dell’affitto, pronta in 2 minuti
Scegli il tuo caso, compila i dati e scarica la lettera pronta per raccomandata A/R o PEC. Inquilino o proprietario, con i riferimenti di legge giusti.
100% gratuito · Riferimenti L. 431/1998 · Anteprima libera, senza registrazione
Dati della disdetta
Anteprima della lettera
Da inviare con raccomandata A/R o PEC.
Distinti saluti.
Firma
Fac-simile generato a scopo informativo. Termini di preavviso e requisiti variano con il tipo di contratto: verifica il tuo caso (e per il diniego del locatore alla prima scadenza, i motivi tassativi dell’art. 3 L. 431/1998) con un professionista prima dell’invio.
Disdetta del contratto di affitto: come funziona
L’inquilino può recedere in anticipo solo per gravi motivi (con preavviso di 6 mesi, salvo termini più brevi previsti dal contratto) oppure dare disdetta alla scadenza naturale. Il proprietario invece può negare il rinnovo alla prima scadenza solo nei casi tassativi dell’art. 3 della L. 431/1998 (uso proprio, vendita, ristrutturazione integrale), mentre alla seconda scadenza la disdetta è libera, sempre con preavviso di 6 mesi.
La lettera va inviata con raccomandata A/R o PEC per avere data certa: il preavviso decorre dal ricevimento. Questo generatore compila il fac-simile corretto per il tuo caso con i riferimenti di legge; per situazioni particolari (morosità, contratti commerciali, canone concordato) fai verificare il testo a un professionista.
Preavviso: da quando decorre davvero
La disdetta è un atto recettizio: produce effetto quando arriva al destinatario, non quando viene spedita. I 6 mesi di preavviso si contano quindi dal ricevimento della raccomandata o della PEC, non dalla data della lettera. Per questo conviene spedire con qualche giorno di margine rispetto alla scadenza utile: una disdetta arrivata anche un solo giorno tardi fa scattare il rinnovo automatico del contratto per un altro periodo.
Gravi motivi: cosa vale davvero
Per il recesso anticipato dell’inquilino la giurisprudenza richiede motivi sopravvenuti dopo la firma, imprevedibili ed estranei alla sua volontà: un trasferimento di lavoro in altra città, gravi ragioni di salute, la perdita dell’impiego. Non bastano un generico ripensamento o la scoperta di un alloggio più economico. Il motivo va indicato nella lettera: una comunicazione generica può essere contestata e lasciare dovuti i canoni fino alla scadenza del preavviso.
Cosa succede dopo la disdetta
Durante il preavviso il contratto resta pieno: canoni e spese sono dovuti fino all’ultimo giorno, anche se l’inquilino riconsegna le chiavi prima. Alla riconsegna conviene redigere un verbale con foto dello stato dell’immobile e lettura dei contatori; il deposito cauzionale va restituito con gli interessi legali maturati, al netto di eventuali danni documentati. Se il contratto era registrato con tassazione ordinaria, la risoluzione anticipata va comunicata all’Agenzia delle Entrate con il modello RLI.
Disdetta affitto: le domande più comuni
Quanto preavviso serve per la disdetta?
L’inquilino può andarsene prima della scadenza?
Il proprietario può mandare via l’inquilino alla prima scadenza?
Come va inviata la lettera di disdetta?
La disdetta vale anche per il contratto transitorio?
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