Detrazioni inquilini studenti fuori sede: come funzionano
Detrazione IRPEF 19% sui canoni di locazione degli studenti universitari fuori sede: requisiti 100 km, tetto €2.633, tipi di contratto e tracciabilità.
Lo studente universitario fuori sede iscritto a un ateneo distante almeno 100 km dal Comune di residenza e in provincia diversa può detrarre il 19% del canone di locazione fino a un tetto di €2.633 l’anno: recupero IRPEF massimo circa €500. La detrazione spetta allo studente o al genitore che lo ha fiscalmente a carico, con pagamento tracciabile obbligatorio.
È un’informazione che vale la pena girare ai tuoi inquilini studenti — o ai loro genitori, quando il contratto è firmato dal padre o dalla madre. Tu come proprietario non ottieni nulla in più, ma se l’inquilino sa di poter recuperare qualche centinaio di euro in dichiarazione, paga più volentieri e probabilmente ti chiederà la copia del contratto registrato e ricevute pulite. È un favore a basso costo che migliora il rapporto.
In questo articolo: chi ha diritto alla detrazione, come si calcola il recupero reale, quali contratti la abilitano, cosa serve come documentazione, e i casi tipici dove i conti non tornano come sembra.
Cos’è la detrazione canoni studenti fuori sede
La detrazione è disciplinata dall’art. 15 comma 1 lettera i-sexies del TUIR (D.P.R. 917/1986). Permette di portare in detrazione dall’IRPEF lorda il 19% del canone pagato per la locazione di un alloggio destinato allo studio universitario lontano dalla residenza, fino a un importo massimo di €2.633 di canoni in ciascun periodo d’imposta.
Tradotto in soldi reali: 2.633 × 19% = circa €500 di IRPEF in meno all’anno. È il “tetto teorico” di recupero. Quello effettivo dipende dalla capienza IRPEF di chi porta la detrazione: se lo studente non ha reddito, non ha imposta da abbattere, e la detrazione non vale nulla per lui — ma può valere per il genitore. Su questo punto torniamo sotto.
La detrazione non è un rimborso a pioggia: si applica nel modello 730 (rigo E8/E10, codice 18) o nel quadro RP del modello Redditi PF in fase di dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate la riconosce in compensazione dell’imposta lorda dovuta sull’anno.
I requisiti per lo studente
Non basta affittare casa per lo studio universitario per avere la detrazione. Devono ricorrere insieme tre condizioni:
- Iscrizione a un corso universitario in un’università italiana o, dal periodo d’imposta 2017, in un ateneo di uno Stato dell’Unione Europea o aderente al SEE. Sono ammessi i corsi di laurea (triennale, magistrale, ciclo unico). I corsi post-laurea sono ESCLUSI: master, dottorati e scuole di specializzazione NON danno diritto alla detrazione i-sexies, anche se rispettano i requisiti 100 km + provincia diversa. Per i corsi post-laurea valgono solo le detrazioni generali sulle spese di istruzione.
- Università in un Comune diverso da quello di residenza dello studente.
- Distanza di almeno 100 km tra il Comune di residenza dello studente e quello in cui ha sede l’università, in provincia diversa.
Attenzione a un punto spesso travisato: una norma temporanea (L. 205/2017 art. 1 c. 23, che aveva introdotto la lett. i-sexies.01 TUIR) aveva ridotto la soglia a 50 km per gli studenti residenti in zone montane o disagiate, ma SOLO per i periodi d’imposta 2017 e 2018. Dal 2019 in poi vale solo il requisito generale dei 100 km + provincia diversa, senza eccezioni. L’elenco dei comuni montani allegato alla Circolare ministeriale n. 9 del 14 giugno 1993 non è più rilevante ai fini i-sexies dopo il 2018.
Esempio pratico: uno studente residente a Lecce iscritto all’Università di Bologna è fuori sede senza dubbio (oltre 700 km, provincia diversa). Uno studente di Modena iscritto a Bologna, invece, non ha diritto alla detrazione fuori sede: le due città distano circa 40 km, quindi non rispettano i 100 km richiesti, anche se le province sono diverse. La norma chiede entrambi i requisiti, senza eccezioni dal 2019 in poi. È uno degli errori più frequenti.
Quali contratti danno diritto alla detrazione
Non tutti i contratti di locazione abilitano la detrazione. La norma elenca tassativamente le tipologie ammesse:
| Tipologia | Riferimento |
|---|---|
| Locazione abitativa standard | L. 431/1998 (contratti 4+4, 3+2 a canone concordato) |
| Locazione transitoria studenti universitari | L. 431/1998 art. 5 commi 2 e 3 |
| Sublocazione | L. 431/1998 (con consenso del locatore) |
| Posto letto in collegi e residence universitari | Strutture riconosciute |
| Ospitalità presso enti per il diritto allo studio | Erogata da università, collegi universitari riconosciuti, enti senza scopo di lucro o cooperative |
Le tipologie più comuni nel mercato delle camere a Bologna, Padova, Pisa, Milano, Roma, Torino sono il contratto transitorio per studenti universitari (art. 5 c. 2-3 L. 431/98), tipicamente di 6-36 mesi a canone concordato, e il contratto 4+4 a canone libero intestato direttamente all’inquilino studente.
Cosa non dà diritto alla detrazione:
- Locazioni brevi turistiche (fino 30 giorni, regime D.L. 50/2017 art. 4) — anche se uno studente le usa per un soggiorno breve, la natura turistica del contratto preclude la detrazione.
- Comodato d’uso gratuito — manca proprio il canone da detrarre.
- Affitti “in nero” — è una conseguenza ovvia ma vale la pena ricordarla: senza contratto registrato non c’è nulla da portare in dichiarazione.
Vedi anche: Affitto a stanza singola: che contratto si usa davvero per orientarti tra le tipologie quando affitti una camera.
Chi porta la detrazione: lo studente o il genitore
Questo è il punto che genera più confusione. La regola pratica:
- Se lo studente ha redditi propri sufficienti e non risulta fiscalmente a carico, fa la sua dichiarazione e porta lui la detrazione.
- Se lo studente è fiscalmente a carico (reddito complessivo ≤ €4.000 fino a 24 anni; ≤ €2.840,51 oltre i 24 anni), la detrazione spetta al genitore che lo ha a carico — anche se il contratto è intestato allo studente.
- Se entrambi i genitori hanno lo studente a carico, la detrazione si ripartisce al 50% salvo diverso accordo annotato nei modelli dichiarativi.
Sul punto della titolarità del contratto: l’AdE ha chiarito più volte (Circolari 7/E annuali sulle detrazioni) che il contratto può essere intestato indifferentemente allo studente o al genitore, purché il pagamento sia documentato in capo a chi porta la detrazione. Spesso conviene intestarlo allo studente: lo responsabilizza e non vincola fiscalmente il genitore.
Quanto si recupera davvero: i conti pratici
Il “fino a €500” è il massimo teorico. Cosa succede nei casi reali:
Esempio 1 — Studente fuori sede a Bologna, canone €450/mese.
- Canone annuo: €450 × 12 = €5.400
- Importo detraibile (tetto): €2.633 (il canone supera il tetto, la quota oltre non vale)
- Recupero IRPEF teorico: €2.633 × 19% = €500,27
- Recupero reale: dipende dall’IRPEF lorda del dichiarante. Se il genitore ha IRPEF lorda ≥ €500, recupera tutto.
Esempio 2 — Posto letto in residence universitario a Pisa, €280/mese per 10 mesi.
- Canone annuo: €280 × 10 = €2.800
- Importo detraibile: €2.633 (€167 oltre il tetto, persi)
- Recupero: €500
Esempio 3 — Stanza a Padova, €350/mese per 9 mesi (anno accademico).
- Canone annuo: €350 × 9 = €3.150
- Importo detraibile: €2.633 (il tetto si raggiunge anche qui)
- Recupero: €500
Nei tre casi tipici dei tuoi inquilini studenti il tetto si raggiunge facilmente. Il problema vero non è il tetto, è la capienza IRPEF di chi detrae.
Quando la capienza non basta
Se lo studente porta lui la detrazione e ha un reddito annuo di €5.000 da lavoro studentesco, la sua IRPEF lorda è praticamente nulla (rientra nella no tax area). I €500 di detrazione non possono abbattere un’imposta che non c’è, e si perdono: la detrazione canoni studenti non è rimborsabile né riportabile agli anni successivi.
In quel caso conviene quasi sempre che la porti il genitore con reddito alto. Per questo, prima di firmare il contratto, ha senso chiedere a inquilino e famiglia chi farà la dichiarazione e intestare di conseguenza.
Tracciabilità e documenti: senza questi non scatta nulla
Dal periodo d’imposta 2020 (art. 1 c. 679 L. 160/2019, Legge di Bilancio 2020) la detrazione spetta solo se il canone è pagato con strumenti tracciabili:
- Bonifico bancario o postale
- Carta di credito, debito o prepagata
- Assegno bancario, circolare o postale
- Altri sistemi tracciabili (PagoBancomat, app di pagamento collegate a c/c)
Il contante esclude la detrazione, indipendentemente dalla soglia antiriciclaggio che dal 1° gennaio 2023 è €5.000 ex art. 49 D.Lgs. 231/2007, come modificato dall’art. 1 c. 384 L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023).
I documenti che lo studente o il genitore deve conservare (l’Agenzia li può chiedere fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione):
- Contratto di locazione registrato all’Agenzia delle Entrate
- Ricevute o estratti conto che dimostrino i pagamenti tracciati
- Certificato di iscrizione universitaria dell’anno accademico corrispondente
- Eventualmente, dichiarazione del proprietario con residenza dello studente e canone annuo
Come proprietario, tu non sei obbligato a produrre nulla, ma se l’inquilino te lo chiede, fornire una copia del contratto e una “ricevuta annuale” riassuntiva con totale canoni e modalità di pagamento è una cortesia che vale poco e aiuta tantissimo. In Plinthos il riepilogo annuale dei pagamenti tracciati di ogni inquilino è già pronto in una schermata: vedi la sezione Come funziona per il flusso completo.
Le novità 2024-2026 che riducono il beneficio per i redditi alti
La detrazione del 19% sui canoni studenti è soggetta a due tagli paralleli che molti contribuenti scoprono solo nel 730:
1. Riduzione fissa €260 — D.Lgs. 216/2023 (riforma IRPEF 2024): per redditi complessivi superiori a €50.000 le detrazioni al 19% del TUIR sono ridotte di €260 fissi, per sterilizzare il risparmio dell’accorpamento degli scaglioni. Le spese sanitarie sono escluse, le detrazioni canoni studenti no.
2. Tagli progressivi art. 15 c. 3-bis TUIR (L. 160/2019, Legge di Bilancio 2020): oltre €120.000 di reddito la detrazione si riduce proporzionalmente e si azzera a €240.000, secondo la formula (240.000 - reddito) / 120.000.
3. Novità 2026 — Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025): dal 2026 si aggiunge una nuova franchigia di €440 sulle detrazioni 19% TUIR per redditi complessivi superiori a €200.000, cumulabile con il taglio €260 D.Lgs. 216/2023. La L. 199/2025 ha inoltre introdotto il nuovo art. 16-ter TUIR che riordina la struttura delle detrazioni per redditi superiori a €75.000 in funzione del numero di figli a carico — i contribuenti ad alto reddito con figli devono ricalcolare le detrazioni complessive disponibili.
In pratica: con reddito €60.000 il genitore recupera al massimo €500 - €260 = €240 (assumendo che la detrazione canoni studenti sia l’unica detrazione 19% in gioco — vedi nota sotto). Con €130.000 il taglio diventa pesante. Per le famiglie nella fascia €50.000-€120.000 il vantaggio della detrazione si riduce sensibilmente: meglio fare i conti prima di promettere “recuperi i 500 euro”.
Nota sul calcolo €500 - €260 = €240: il taglio €260 si applica al totale delle detrazioni 19% non sanitarie del contribuente; nell’esempio si assume che la detrazione studenti sia l’unica detrazione 19% in gioco. Con altre detrazioni 19% (interessi mutuo, spese funebri, assicurazioni vita) il €260 si sottrae dal totale, non solo dai canoni studenti.
Cosa girare ai tuoi inquilini (testo pronto)
Una mini-checklist da incollare in chat di Plinthos all’inizio del contratto. Adatta a inquilino studente o genitore:
Detrazione affitto studente fuori sede — promemoria
Se sei iscritto a un corso di laurea (triennale/magistrale/ciclo unico — esclusi master, dottorati e scuole di specializzazione) in un’università in un Comune diverso dalla tua residenza, distante almeno 100 km e in provincia diversa, puoi detrarre il 19% del canone di locazione fino a €2.633 l’anno nella dichiarazione dei redditi (rigo E8/E10 cod. 18 del 730 o quadro RP del Redditi PF). Recupero massimo: circa €500.
Se sei fiscalmente a carico dei tuoi genitori, la detrazione la porta uno di loro (di solito quello con IRPEF più alta).
Cosa serve:
- Contratto registrato (te ne mando copia)
- Pagamento tracciabile (bonifico, carta, app) — NON contanti
- Certificato di iscrizione universitaria dell’anno
Per i pagamenti tracciati e il riepilogo annuale ti mando in app le ricevute mese per mese.
Se gestisci più stanze e più studenti, automatizzare questa parte fa risparmiare ore a fine anno: vedi anche Dichiarazione redditi 2026: cosa cambia per chi affitta stanze per il quadro completo di quello che cambia in dichiarazione lato proprietario.
Errori comuni che vediamo in app
- “Sono sotto i 100 km ma sono in provincia diversa, ho diritto” — No. La norma chiede entrambi i requisiti (distanza ≥ 100 km e provincia diversa), senza eccezioni dal 2019 (la deroga 50 km per zone montane della L. 205/2017 era limitata ai periodi d’imposta 2017-2018).
- “Pago in contanti perché lo studente non ha conto” — Salta la detrazione. Apriamo un conto cointestato col genitore, oppure ricaricabile postale.
- “Lo studente non ha reddito ma è il contratto è suo, lo metto in dichiarazione sua” — Spesso si perde tutto. Se è a carico, la detrazione la porta il genitore anche con contratto intestato al figlio.
- “È in Erasmus all’estero, niente detrazione” — Falso parzialmente. Se l’Erasmus è in un Comune UE/SEE, la detrazione è riconosciuta dal 2017. La residenza in Italia + iscrizione a università UE basta.
- “È una locazione breve di 6 mesi, vale lo stesso” — Dipende. Se è un contratto transitorio studenti (L. 431/98 art. 5 c. 2) sì. Se è una locazione breve turistica (D.L. 50/2017) no.
Detrazione studenti vs altre detrazioni inquilino
Una nota importante per chiarezza. L’inquilino dispone di più detrazioni alternative in base alla propria situazione, non cumulabili nello stesso periodo d’imposta:
| Detrazione | Norma | A chi | Importo |
|---|---|---|---|
| Canoni studenti fuori sede | TUIR art. 15 c. 1 lett. i-sexies | Studenti universitari | 19% fino €2.633 |
| Inquilini canone libero | TUIR art. 16 c. 01 | Tutti, abitazione principale | €300 fino reddito €15.493,71; €150 fino €30.987,41 |
| Inquilini canone concordato | TUIR art. 16 c. 1 | Affittuari 3+2 | €495,80 / €247,90 |
| Giovani 20-31 anni | TUIR art. 16 c. 1-ter | Primi 4 anni, reddito ≤ €15.493,71 | €991,60 o 20% canone (max €2.000) |
In pratica lo studente fuori sede ventenne non può fruire al contempo della detrazione canoni studenti (art. 15 c. 1 lett. i-sexies TUIR) e di quella giovani 20-31 anni (art. 16 c. 1-ter TUIR): non per espresso divieto normativo, ma per incompatibilità di presupposti — la detrazione giovani richiede l’abitazione principale (residenza nell’immobile locato), mentre la detrazione fuori sede presuppone che la residenza resti nel Comune di origine. Le due fattispecie sono fisiologicamente alternative. Se nel corso dell’anno cambia la situazione (es. perde lo status di fuori sede al rientro a casa o cessa l’iscrizione universitaria) può però beneficiare di più detrazioni in periodi diversi dello stesso anno.
Domande frequenti
Lo studente in Erasmus mantiene la detrazione canoni fuori sede?
Sì se le condizioni continuano a sussistere. Dal periodo d’imposta 2017 la detrazione è riconosciuta anche per università in Stati UE o SEE, con gli stessi requisiti di 100 km e provincia/area amministrativa diversa. Se l’Erasmus avviene in città UE distante meno di 100 km dalla residenza in Italia, non rientra.
Si può detrarre l’affitto pagato da Airbnb o booking?
No. Le locazioni brevi turistiche (durata massima 30 giorni, regime D.L. 50/2017 art. 4) non rientrano fra i contratti ammessi dall’art. 15 c. 1 lett. i-sexies TUIR. Anche se uno studente le usa per soggiorni durante esami o tirocini, la natura del contratto preclude la detrazione.
Se il contratto è intestato al genitore ma paga lo studente, chi detrae?
La detrazione segue chi sostiene effettivamente la spesa, documentabile attraverso i pagamenti tracciati. Se lo studente è a carico, conviene quasi sempre che la porti il genitore (capienza IRPEF tipicamente maggiore) e che il bonifico parta dal suo conto. La prassi AdE valorizza il criterio della titolarità del costo combinato con la fiscale a carico.
Il proprietario deve fare qualcosa in più per far avere la detrazione all’inquilino?
No, nessun obbligo normativo. La registrazione del contratto e la ricevuta del canone sono già nelle responsabilità ordinarie. Se l’inquilino chiede una dichiarazione riassuntiva con i pagamenti dell’anno, basta una pagina con: estremi contratto, importo annuo, modalità di pagamento. In Plinthos puoi esportare il riepilogo annuale dei pagamenti tracciati direttamente dall’app.
Cosa succede se l’inquilino smette di essere fuori sede a metà anno (cambia università, si laurea)?
La detrazione si applica solo ai canoni pagati nei mesi in cui sussisteva il requisito di studente fuori sede. Se a luglio si laurea o cambia ateneo trasferendosi in un Comune che non rispetta più i 100 km, da agosto in poi i canoni di quell’anno non sono detraibili. La dichiarazione dovrà indicare solo la quota corretta.
Questo articolo è informativo, non sostituisce la consulenza di un commercialista o di un CAF. Le aliquote, le soglie e i requisiti citati sono aggiornati alla normativa vigente al maggio 2026 (TUIR art. 15 c. 1 lett. i-sexies, art. 1 c. 679 L. 160/2019 per la tracciabilità, art. 1 c. 384 L. 197/2022 per la soglia antiriciclaggio €5.000, D.Lgs. 216/2023 per la riduzione fissa €260, art. 15 c. 3-bis TUIR per i tagli progressivi oltre €120k, L. 199/2025 per la franchigia €440 oltre €200k e il nuovo art. 16-ter TUIR): verifica sempre con l’Agenzia delle Entrate o un professionista prima di compilare la dichiarazione.
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