Cedolare secca affitti brevi: 21% o 26%? Guida 2026
Cedolare secca affitti brevi: 21% sul primo immobile, 26% dal secondo, limite di 2 immobili dal 2026. Aliquote, regole ed errori da evitare.
La cedolare secca sugli affitti brevi è il regime fiscale a imposta sostitutiva che si applica ai contratti di locazione abitativa fino a 30 giorni stipulati da privati. L’aliquota è del 21% sul primo immobile destinato ad affitto breve nell’anno e sale al 26% dal secondo in poi (L. 213/2023 art. 1 c. 63). Dal 2026 il regime vale per un massimo di due immobili.
In questo articolo trovi le aliquote esatte, quando scatta il 26%, il limite dei due immobili introdotto nel 2026 e gli errori più comuni di chi confonde gli affitti brevi con le locazioni residenziali ordinarie.
Cos’è la cedolare secca sugli affitti brevi
La cedolare secca è un’imposta sostitutiva: invece di sommare il reddito da locazione agli altri redditi e pagarci l’IRPEF (con aliquote dal 23% al 43%), applichi un’aliquota fissa sul canone lordo. Quella cedolare sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, imposta di registro e imposta di bollo sul contratto (D.Lgs. 23/2011 art. 3).
L‘“affitto breve” ha una definizione precisa: è un contratto di locazione di un immobile a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche fuori dall’esercizio di attività d’impresa (DL 50/2017 art. 4). Sotto i 30 giorni il contratto non va nemmeno registrato all’Agenzia delle Entrate.
La differenza con la cedolare “normale” è solo nelle aliquote e nei limiti. Sul meccanismo base — come funziona, le scadenze di versamento, i codici tributo — vale tutto quello che trovi in Cedolare secca 21%: come funziona e quando conviene. Qui ci concentriamo su cosa cambia quando l’affitto è breve.
Le aliquote: 21% o 26%?
Dal 2024 le aliquote sugli affitti brevi non sono più un 21% unico. La Legge di bilancio 2024 (L. 213/2023 art. 1 c. 63) ha introdotto due aliquote:
| Immobili in affitto breve | Aliquota cedolare |
|---|---|
| Primo immobile dell’anno | 21% sul canone lordo |
| Dal secondo immobile in poi | 26% sul canone lordo |
Il punto delicato: “primo immobile” non è un automatismo. È il contribuente a scegliere, in sede di dichiarazione dei redditi, su quale immobile applicare il 21% (L. 213/2023 art. 1 c. 63 lett. b). In genere conviene indicare quello con il canone più alto, così l’aliquota minore colpisce l’importo maggiore — ma è una scelta libera, non un obbligo di legge.
Esempio concreto. Hai due appartamenti che affitti su Airbnb a Firenze:
- Bilocale centro: €12.000/anno
- Monolocale periferia: €6.000/anno
Indicando il bilocale come “primo” paghi: €12.000 × 21% = €2.520 + €6.000 × 26% = €1.560 → €4.080 totali. Se per errore indichi il monolocale come “primo”, paghi €4.380 (€6.000 × 21% = €1.260 + €12.000 × 26% = €3.120): 300 euro buttati per una casella sbagliata.
Il limite dei due immobili dal 2026
Fino al 2025 potevi avere fino a quattro immobili in affitto breve restando nel regime non imprenditoriale. Dal 2026 il limite è sceso a due (L. 199/2025 art. 1 c. 17, Legge di bilancio 2026, che modifica l’art. 1 c. 595 della L. 178/2020).
Cosa succede dal terzo immobile: scatta la presunzione di attività d’impresa. Esci dalla cedolare secca, devi aprire la partita IVA e dichiarare quei redditi in IRPEF ordinaria o in regime forfettario. Non è più una questione fiscale leggera.
Il conteggio si fa per unità immobiliare catastale, non per stanza. È l’errore più frequente:
- Un appartamento diviso in 3 stanze su Airbnb = 1 immobile. Resti dentro al 21%.
- Tre appartamenti, anche se affitti una sola stanza per ciascuno = 3 immobili. Sei fuori dal regime cedolare.
Il limite è cumulativo per periodo d’imposta: contano tutti gli immobili destinati ad affitto breve nello stesso anno, anche se per pochi giorni ciascuno. Se hai tre o più appartamenti a reddito breve, le opzioni (donazione, locazione lunga, partita IVA forfettaria) vanno valutate con un commercialista — il quadro completo con i numeri è in Limite 2 immobili affitti brevi 2026: cosa cambia.
Affitti brevi e affitti residenziali: non confonderli
Qui si annida l’errore più costoso. Esistono due “cedolari al 21%” che sembrano uguali ma non lo sono:
| Affitto breve | Locazione residenziale ordinaria | |
|---|---|---|
| Durata contratto | ≤ 30 giorni | 4+4, 3+2, transitorio (oltre 30 giorni) |
| Aliquota | 21% primo immobile, 26% dal secondo | 21% (10% se canone concordato) |
| Limite immobili | Max 2 dal 2026 | Nessun limite |
| Registrazione contratto | Non richiesta sotto 30 giorni | Obbligatoria entro 30 giorni |
| CIN obbligatorio | Sì | No (è per le brevi/turistiche) |
La differenza pratica: sulle locazioni lunghe la cedolare al 21% non ha tetto di immobili. Puoi avere dieci appartamenti tutti su contratto 4+4 e applicare la cedolare a ciascuno, sempre al 21% (o 10% con canone concordato). Il 26% e il limite dei due riguardano solo gli affitti brevi sotto i 30 giorni.
Quindi se affitti una stanza a uno studente per l’intero anno accademico, quello non è un affitto breve: è una locazione transitoria o per studenti, normata dalla L. 431/1998, con cedolare 21% (o 10% concordato) e nessun limite numerico. Per chi affitta a stanza a studenti e lavoratori fuori sede, questa è la casistica più comune — e spesso fiscalmente più conveniente del breve turistico.
Se gestisci più stanze su contratti diversi, tenere in ordine canoni e ricevute è quello che fa risparmiare ore quando arriva la dichiarazione: con Plinthos ogni incasso resta registrato, l’inquilino conferma con la foto della ricevuta, e hai lo storico pronto da girare al commercialista.
Errori comuni da evitare
-
Pensare che la cedolare azzeri tutte le imposte sul contratto. Per gli affitti brevi sotto i 30 giorni il contratto non si registra, quindi non c’è imposta di registro da sostituire. Ma se per un appartamento passi a una locazione oltre i 30 giorni, lì la cedolare sostituisce davvero registro e bollo.
-
Contare le stanze invece degli immobili. Il limite dei due si conta per unità catastale (foglio, particella, subalterno). Tre stanze in un solo appartamento = un solo immobile.
-
Sbagliare quale immobile è il “primo”. L’aliquota 21% va sull’immobile che scegli tu in dichiarazione. Mettila sul canone più alto.
-
Confondere il 26% degli affitti brevi con la cedolare residenziale. Sulle locazioni lunghe il 26% non esiste: resti sempre al 21% o al 10% concordato. Se vuoi capire quando conviene la cedolare rispetto al regime ordinario, vedi cedolare vs IRPEF.
-
Dimenticare il CIN. Ogni unità destinata ad affitto breve deve avere il Codice Identificativo Nazionale, esposto nell’annuncio e all’esterno dello stabile (DL 145/2023 art. 13-ter). Vale anche se affitti in breve una sola stanza.
Cosa fare in pratica
Se hai uno o due immobili in affitto breve, il percorso è lineare:
- Verifica di rientrare nel limite dei due (conteggio per unità catastale, non per stanza).
- Richiedi il CIN per ogni immobile prima di pubblicare gli annunci.
- Tieni traccia di tutti i canoni incassati nell’anno, immobile per immobile.
- In dichiarazione, scegli come “primo” l’immobile col canone più alto (aliquota 21%) e applica il 26% al secondo.
- Versa la cedolare con F24 alle scadenze ordinarie (acconto e saldo, codici tributo dedicati).
Se sei a tre o più immobili in affitto breve, fermati prima di pubblicare il terzo annuncio: dal 2026 quel terzo immobile ti fa uscire dal regime cedolare. Pianifica con un commercialista, perché le opzioni (donazione, conversione a locazione lunga, partita IVA) hanno costi e tempi diversi.
Domande frequenti
Quanto paga di cedolare chi ha un solo appartamento in affitto breve?
Il 21% sul canone lordo incassato nell’anno, senza ulteriori imposte sul contratto (sotto i 30 giorni l’affitto breve non si registra). Su €10.000 di incassi annui paghi €2.100 di cedolare. Con un solo immobile non scatta mai il 26%.
La cedolare al 21% vale anche se affitto solo una stanza, non tutto l’appartamento?
Sì. Puoi affittare una singola stanza in affitto breve e applicare la cedolare secca al 21% sui canoni incassati, esattamente come per l’intero appartamento. Il conteggio degli immobili resta per unità catastale: tre stanze dello stesso appartamento valgono comunque un solo immobile ai fini del limite dei due.
Quando devo applicare il 26% invece del 21%?
Il 26% scatta dal secondo immobile in poi destinato ad affitto breve nello stesso anno (L. 213/2023). Su un solo immobile paghi sempre il 21%. Con due immobili: 21% su quello che scegli come “primo”, 26% sul secondo. Dal terzo immobile (dal 2026) esci del tutto dalla cedolare.
Affitto breve e affitto a uno studente per tutto l’anno hanno la stessa cedolare?
No. L’affitto allo studente per l’anno accademico supera i 30 giorni, quindi è una locazione residenziale (transitoria o per studenti, L. 431/1998), non un affitto breve. Resta in cedolare al 21% (o 10% concordato) ma senza il limite dei due immobili e senza il 26%. È un regime diverso, spesso più semplice da gestire.
Posso cambiare quale immobile è il “primo” da un anno all’altro?
Sì. La scelta dell’immobile a cui applicare il 21% si fa ogni anno in dichiarazione (L. 213/2023 art. 1 c. 63 lett. b) e non è vincolante per gli anni successivi. Se cambiano i canoni, puoi spostare l’aliquota agevolata sull’immobile più redditizio dell’anno in corso.
Questo articolo è informativo, non sostituisce la consulenza di un commercialista. Le regole fiscali cambiano: verifica sempre con l’Agenzia delle Entrate o un professionista prima di decidere. Riferimenti normativi citati: D.Lgs. 23/2011 art. 3 (cedolare secca, aliquota base 21% e 10% concordato, imposta sostitutiva); L. 213/2023 art. 1 c. 63 (Bilancio 2024 — aliquote 21% primo immobile / 26% dal secondo, scelta del “primo” alla lett. b); L. 199/2025 art. 1 c. 17 (Bilancio 2026 — riduzione del limite da 4 a 2 immobili, vigore dal periodo d’imposta 2026, modifica L. 178/2020 art. 1 c. 595); DL 50/2017 art. 4 (definizione di affitto breve, contratto fino a 30 giorni); L. 431/1998 (locazioni residenziali oltre i 30 giorni); DL 145/2023 art. 13-ter (CIN obbligatorio).
Articoli correlati
-
Limite 2 immobili affitti brevi 2026: cosa cambia
Dal 2026 la cedolare secca sugli affitti brevi vale solo per due immobili. Cosa fare se ne hai tre: donazione, locazione lunga o partita IVA. Numeri e casi reali.
-
Cedolare secca affitti commerciali: si può davvero?
Spoiler: per un negozio o un ufficio oggi la cedolare di norma non è un'opzione. Ecco perché.
-
Cedolare vs IRPEF: quale conviene davvero al piccolo proprietario
Cedolare al 21% o IRPEF con deduzione 5%? Dipende dallo scaglione, dal canone e dalle detrazioni. Vediamo i numeri.