Dividere le bollette tra coinquilini: 4 metodi a confronto

Come dividere bollette tra coinquilini: parti uguali, per mq, per giorni o custom. Pro, contro, quando usarli e regole italiane (oneri accessori, contabilizzazione del calore, riparto condominiale).

Plinthos · · 12 min di lettura

Hai una casa a Bologna con tre stanze. Una doppia da 18 mq con balcone, due singole da 10. Una studentessa torna a casa ogni weekend, un ragazzo lavora da remoto tutto il giorno, la terza è fuori per Erasmus due mesi. Bolletta luce: 240€. Come la dividi?

Dividere le bollette tra coinquilini in Italia significa scegliere fra quattro metodi principali — parti uguali, per metri quadri, per giorni di permanenza, custom — e abbinarli alle regole sugli oneri accessori (L. 392/78 art. 9), alla disciplina del riscaldamento centralizzato (D.Lgs. 102/2014, come modificato dal D.Lgs. 73/2020) e alle ripartizioni condominiali standard (art. 1123 c.c.). Nessun metodo è “giusto” in assoluto: dipende da quanto sono diverse le stanze, da quanto è stabile il gruppo e da chi consuma cosa.

Qui sotto: i quattro metodi spiegati con esempi numerici, una tabella di confronto, gli errori che fanno saltare l’equilibrio e come si applica tutto questo agli oneri accessori italiani.

I quattro metodi di divisione

I quattro modi più usati per dividere le bollette tra coinquilini sono: parti uguali (totale ÷ numero di persone), per metri quadri della stanza (proporzione sui mq più una quota fissa per gli spazi comuni), per giorni di effettiva permanenza nel periodo fatturato, e custom (regola scritta concordata al primo giorno, diversa per ogni voce di spesa).

Metodo 1 — Parti uguali

Bolletta totale diviso il numero di coinquilini. Se la luce è 240€ e siete in tre, ognuno paga 80€.

Pro: zero calcoli, zero discussioni mensili, zero amministrazione. È il metodo che funziona da solo.

Contro: ingiusto quando i consumi sono molto diversi. Il ragazzo che lavora da casa e tiene il PC acceso 10 ore al giorno paga come chi sta in casa solo la sera. Funziona finché nessuno se ne accorge — e finché qualcuno non si accorge.

Quando usarlo: stili di vita simili (tutti studenti, tutti in casa la sera), contratti brevi dove non vale la pena costruire un sistema, stanze di dimensioni simili e contratto unico con canone per stanza analogo.

Metodo 2 — Per metri quadri della stanza

Ciascuno paga in proporzione ai mq della propria stanza, più una quota uguale sugli spazi comuni (cucina, bagno, soggiorno). Per il dettaglio dei tre pattern di allocazione (solo stanza, stanza + comuni a quota fissa, peso ponderato) vedi Dividere bollette per metri quadri: calcolo e 3 pattern.

Esempio. Casa di 80 mq totali: stanza A 18 mq, stanze B e C 10 mq ciascuna, spazi comuni 42 mq. Bolletta riscaldamento di 300€:

  • Quota spazi comuni: 42/80 × 300 = 157,50€, divisi in tre = 52,50€ a testa
  • Quota stanze: 142,50€ totali, divisi proporzionalmente ai mq personali (38 mq totali) → A paga 67,50€, B e C paghano 37,50€ ciascuno
  • Totale: A = 120€, B = 90€, C = 90€

Pro: più equo quando le stanze sono molto diverse (master con balcone vs singola interna). Allineato con come la legge italiana ripartisce molte spese condominiali (millesimi, che sono spesso proporzionali alle superfici).

Contro: non cattura il consumo personale. Una singola piccola con un PC gaming acceso 12 ore può consumare più di una doppia spenta tutto il giorno.

Quando usarlo: stanze di taglie molto diverse, riscaldamento centralizzato con contabilizzazione parziale, spese condominiali fisse (acqua del condominio, pulizia scale, ascensore).

Metodo 3 — Per giorni di permanenza

Ciascuno paga in base ai giorni in cui ha effettivamente abitato la casa nel periodo fatturato. Per la formula person-day, gli edge case (nuovo inquilino a metà mese, Erasmus) e i tracking che funzionano davvero vedi Dividere bollette per giorni di permanenza: quando ha senso.

Esempio. Bolletta luce bimestrale 240€ su 60 giorni:

  • Coinquilino A: 60 giorni → quota 80€
  • Coinquilino B: 60 giorni → 80€
  • Coinquilino C (Erasmus, rientrato il 20° giorno): 40 giorni presenti → quota proporzionale

Calcolo “person-day”: totale presenze 60+60+40 = 160 person-day. 240€ / 160 = 1,50€ per person-day. A e B = 90€, C = 60€.

Pro: il più equo quando c’è turnover, Erasmus, mezzi mesi, studenti che tornano dai genitori metà settimana. Premia chi sta poco senza penalizzare chi resta.

Contro: richiede di tracciare le presenze. Se nessuno tiene il calendario aggiornato, a fine bolletta si litiga sulla memoria.

Quando usarlo: stanze affittate a studenti con alta mobilità, contratti transitori, case con un coinquilino che viaggia spesso per lavoro, situazioni con sostituzioni a metà periodo.

Metodo 4 — Custom (regola scritta)

Al momento del primo handover della stanza, il gruppo concorda un foglio di regole: ogni voce ha il suo metodo. Esempio tipico:

  • Internet: parti uguali
  • Acqua: per giorni di permanenza
  • Luce: parti uguali (consumi simili)
  • Gas/riscaldamento: per metri quadri della stanza
  • TARI (rifiuti): parti uguali
  • Spese condominiali ordinarie (pulizia scale, ascensore): per millesimi della stanza

Pro: massima equità. Una volta firmato il foglio, la matematica è meccanica e nessuno ridiscute ogni mese.

Contro: richiede mezz’ora di allineamento al primo giorno. Sembra “troppo formale” finché non arriva il primo conflitto — e a quel punto chi non l’ha scritto se ne pente.

Quando usarlo: contratti lunghi (12+ mesi), gruppi stabili, situazioni con esigenze diverse (uno smart-worker, uno fuori spesso), case con bollette di tipologie molto diverse fra loro.

Tabella di confronto

MetodoEquitàSforzo adminQuando usarlo
Parti ugualiBassaBassissimoStili di vita simili, contratti brevi
Per metri quadriMedia-altaBassoStanze di taglie diverse, riscaldamento centralizzato
Per giorniAltaMedioStudenti, turnover, mezzi mesi
Custom (per voce)MassimaMedio-altoContratti lunghi, gruppi stabili

I metodi non sono mutuamente esclusivi. L’approccio più realistico è ibrido: parti uguali per internet e acqua, per mq per riscaldamento, per giorni se qualcuno parte un mese. Il metodo custom è di fatto la formalizzazione di questo ibrido.

Cosa dice la normativa italiana sugli oneri accessori

Le bollette tra coinquilini di una stessa casa rientrano spesso negli oneri accessori disciplinati dalla L. 392/78 art. 9 — la stessa legge sulle locazioni urbane. Tre punti operativi da conoscere:

  1. Cosa è a carico del conduttore. Spese per pulizia, funzionamento e ordinaria manutenzione dell’ascensore, fornitura di acqua, energia elettrica, riscaldamento e condizionamento, e spese per servizi comuni sono a carico del conduttore (L. 392/78 art. 9). Per il portierato la legge fissa una quota del 90% a carico del conduttore, salvo diverso accordo scritto.
  2. Termine di pagamento. Il conduttore deve pagare gli oneri accessori entro due mesi dalla richiesta del locatore (L. 392/78 art. 9). Prima di pagare, ha diritto di prendere visione dei documenti giustificativi (bolletta originale, conteggi di riparto condominiale).
  3. Spese straordinarie. Restano a carico del locatore — lavori sul tetto, rifacimento facciata, sostituzione caldaia condominiale. Il locatore non può “girarle” sul conduttore mascherandole come bolletta mensile.

Per la ripartizione interna delle parti comuni del condominio (acqua condominiale, pulizia scale, ascensore, illuminazione androni) si applicano le tabelle millesimali del regolamento condominiale, in linea con l’art. 1123 c.c. sulla ripartizione delle spese condominiali (in proporzione al valore della proprietà di ciascuno). Tradotto pratico: il locatore riceve dall’amministratore il conteggio per millesimi e lo passa ai conduttori — la divisione interna fra coinquilini è una scelta del gruppo (uno dei quattro metodi sopra), ma il totale che esce dal condominio è già fissato.

Bollette specifiche: cosa cambia per ogni utenza

  • Energia elettrica e gas: la fattura ha una componente fissa (potenza impegnata, quote materia/distribuzione) e una componente variabile (kWh o smc consumati). La quota fissa segue il numero di occupanti o i mq; la variabile segue il consumo. Dividere tutto solo per consumo è un errore frequente: chi resta fuori 20 giorni paga zero, ma la potenza impegnata l’ha “occupata” comunque.
  • Acqua: le tariffe ARERA del servizio idrico (TICSI, Delibera 665/2017/R/IDR) tengono conto del numero di occupanti a livello di tariffa applicata all’utenza. In condominio, in assenza di contatori divisionali, la ripartizione legale di default è per millesimi (art. 1123 c.c.); il riparto a persona richiede una delibera unanime dell’assemblea. Tra coinquilini della stessa unità immobiliare la scelta è libera (pari quota per persona è la prassi più diffusa).
  • Riscaldamento centralizzato: con la contabilizzazione del calore (D.Lgs. 102/2014, come modificato dal D.Lgs. 73/2020) la spesa si divide in quota “volontaria” — almeno il 50% del totale, ripartita sui consumi effettivi misurati dai ripartitori — e quota “involontaria” — la parte residua, fino al 50%, ripartita per millesimi di fabbisogno energetico (o per mq, mc utili, potenze installate). Le percentuali esatte le delibera l’assemblea condominiale, nel rispetto della soglia minima del 50% per la quota volontaria. La UNI 10200 resta riferimento tecnico ma non è più espressamente richiamata dalla normativa. La spiegazione operativa con esempi per stanza è in Riscaldamento centralizzato: come dividerlo correttamente.
  • Internet: contratto unico per la casa, divisione in parti uguali è la prassi (su pro, contro e come prezzarlo se lo includi nel canone vedi Internet incluso nell’affitto).
  • TARI (tassa rifiuti): per locazioni di durata superiore a 6 mesi è dovuta dal conduttore che occupa l’immobile; per detenzioni temporanee non superiori a 6 mesi nello stesso anno solare (es. contratti transitori brevi) la TARI resta a carico del proprietario (L. 147/2013 art. 1 c. 643). Il calcolo comunale considera già numero di occupanti e superficie. Tra coinquilini della stessa casa, la divisione per persona è quella standard.

Errori comuni nella divisione

Cinque inciampi che riportano regolarmente al conflitto:

  1. Mescolare bollette del locatore con quelle dei conduttori senza tracciarle. Energia e acqua sono spesso intestate al proprietario, che le gira ai conduttori; telefono/internet sono spesso intestati a un coinquilino. Senza un foglio chiaro su chi anticipa cosa, i conti si perdono dopo due mesi.
  2. Non documentare i contatori al primo e all’ultimo giorno. Se la casa ha contatori dell’acqua separati o ripartitori del riscaldamento, una foto al move-in e al move-out evita discussioni da centinaia di euro.
  3. Dividere solo il consumo, ignorando la quota fissa. Su una bolletta luce, una parte significativa (orientativamente 20-30%) è composta da quote non legate ai kWh consumati: quota fissa, quota potenza, oneri di sistema. Va divisa anche quella.
  4. Cambiare metodo a metà rapporto senza consenso scritto. Si parte per giorni, dopo tre mesi qualcuno propone “facciamo parti uguali per semplicità”. Se non c’è un nuovo foglio firmato da tutti, il primo conflitto riapre tutta la storia.
  5. “Forfait riscaldamento” senza tracking. Concordare 50€/mese fissi per il riscaldamento sembra comodo a ottobre. A gennaio, con la bolletta vera, l’inquilino che ha tenuto i termosifoni a 24° paga 50€ come chi li ha tenuti a 18°. Squilibrio garantito.

Una procedura pratica che funziona

Cinque passaggi che, applicati dal primo giorno, riducono i conflitti quasi a zero:

  1. Al primo giorno: foglio di regole firmato. Mezz’ora di tavolo, una pagina A4. Quale metodo per ogni voce, chi anticipa, qual è il giorno di settlement, qual è la penale per ritardo.
  2. Ogni mese: locatore o intestatario gira la bolletta + ripartizione. Sempre allegato il PDF originale. Mai solo un numero su WhatsApp.
  3. Settlement day fisso, ad esempio il primo weekend dopo l’arrivo della bolletta. Tutti pagano entro quel giorno con bonifico o conto condiviso.
  4. Grazia di 5 giorni, poi penale concordata (ad esempio +5% sulla quota). Scritta nel foglio iniziale, applicata in automatico, senza discussioni.
  5. Trasparenza totale: bolletta originale + foglio di calcolo della ripartizione disponibili per chiunque, ogni mese.

Plinthos automatizza la parte 2 e 3 di questa procedura: carichi la bolletta (l’OCR estrae l’importo nel piano Proprietario attivo), scegli uno dei quattro metodi — parti uguali, per metri quadri, per giorni di permanenza, custom — e l’app calcola le quote e notifica ogni inquilino. Il pagamento viene segnato dall’inquilino con la foto della ricevuta. Vedi come funziona.

Domande frequenti

Posso obbligare i miei coinquilini a usare un metodo specifico?

No, non c’è una legge che impone un metodo. La regola è il consenso del gruppo. La L. 392/78 art. 9 fissa cosa è a carico del conduttore verso il locatore, ma come i coinquilini si dividono internamente quegli oneri è libero. Una volta scritto e firmato il foglio di regole, però, vale come accordo privato tra di voi.

Se un coinquilino è fuori per Erasmus, deve pagare le bollette?

Dipende dal metodo concordato. Con “parti uguali” sì, continua a pagare la sua quota (la stanza è sua, il contratto è attivo, il consumo fisso c’è). Con “per giorni” no, paga solo per i giorni di effettiva presenza. È il caso in cui il metodo per giorni dimostra meglio il suo valore — purché sia stato concordato all’inizio.

Chi paga le spese condominiali, locatore o conduttori?

Le spese ordinarie sono a carico del conduttore (e quindi divise tra coinquilini): pulizia scale, ascensore, illuminazione, acqua condominiale, riscaldamento centralizzato (L. 392/78 art. 9). Le spese straordinarie restano al locatore: rifacimento facciata, lavori sul tetto, sostituzione caldaia condominiale. Il conduttore può chiedere di vedere i giustificativi e ha due mesi dalla richiesta per pagare.

Si possono mettere le bollette intestate direttamente ai conduttori?

Sì, ed è la soluzione più pulita per luce, gas e internet. Si fa una voltura al primo giorno, intestando l’utenza a uno dei coinquilini (di solito quello con contratto più lungo). Il locatore esce dal flusso: niente anticipi, niente giri. Per acqua e riscaldamento centralizzato spesso non è possibile perché sono utenze condominiali — restano intestate al locatore o al condominio.

Cosa succede se un coinquilino non paga la sua quota della bolletta?

Tra coinquilini è una questione di accordo privato: si applica la penale concordata nel foglio di regole. Verso il locatore, se la bolletta è intestata a lui o al condominio, la responsabilità è solidale dei conduttori del contratto: se uno non paga, il locatore può chiedere agli altri. Per questo conviene un conto condiviso da cui parte un bonifico unico, anziché tre bonifici separati.


Quattro metodi, una regola: scrivere come si divide al primo giorno. La metà dei conflitti tra coinquilini nasce non dalla bolletta in sé, ma dal fatto che il metodo non era mai stato deciso davvero — e quando arriva il primo importo alto, ognuno ricorda una versione diversa. Se hai più stanze in più appartamenti, Plinthos tiene traccia delle bollette per casa con i quattro metodi pronti e l’OCR per estrarre l’importo dalla foto.

Le leggi citate sono aggiornate alla data di pubblicazione dell’articolo. Per casi specifici (controversie con coinquilini, contestazioni di ripartizione condominiale, contratti complessi) consulta un avvocato o un’associazione di proprietari.

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