Dividere bollette per giorni di permanenza: quando ha senso
Come dividere bollette per giorni effettivi di presenza: formula person-days, esempi numerici, edge cases (nuovo inquilino, Erasmus), errori comuni e approccio ibrido.
Hai tre stanze a Bologna, tutte occupate. A novembre la singola va in Erasmus a Lisbona per dieci giorni, la doppia torna a casa dei genitori per il ponte dell’Immacolata, la terza resta in casa tutto il mese. La bolletta gas di gennaio arriva: 240€. Dividerla in parti uguali significa che chi è stato via paga come chi è rimasto. È giusto?
Dividere le bollette per giorni di permanenza significa ripartire la spesa in proporzione ai giorni di effettiva presenza di ciascun inquilino nel periodo fatturato, usando la formula totale ÷ totale person-days × giorni di ciascuno. È il metodo più equo quando il gruppo è instabile (turnover alto, Erasmus, studenti pendolari, lavoratori che viaggiano spesso), ma funziona solo se la presenza viene tracciata prima, non ricostruita dopo.
Qui sotto: quando per-giorni è il metodo giusto, come tracciare la presenza senza litigare, la formula con esempi numerici, gli edge case (nuovo inquilino a metà mese, bollette a quota fissa), gli errori che mandano in rovina il sistema, e l’approccio ibrido che molte case usano davvero.
Quando per-giorni è giusto (e quando non lo è)
Per-giorni ha senso quando il consumo segue la presenza. Quando invece il costo è fisso indipendentemente da chi sta in casa, o quando il gruppo è stabile per mesi e mesi, il metodo aggiunge complessità senza migliorare l’equità.
Per-giorni SÌ — gruppi instabili, consumi variabili:
- Alto turnover: subentri ogni 2-3 mesi, contratti transitori brevi (1-18 mesi), case condivise tipo “stanze in affitto”.
- Studenti Erasmus: chi è all’estero 1-6 mesi non dovrebbe pagare luce/gas di quel periodo come chi è rimasto.
- Studenti pendolari: chi torna a casa dai genitori ogni weekend e durante le festività usa la casa molto meno.
- Lavoratori in trasferta o frequent flyer: chi sta fuori 10-15 giorni al mese ha consumi reali molto diversi.
- Bollette legate al consumo: luce, gas, acqua. Dove la bolletta cresce in funzione di chi è in casa.
Per-giorni NO — gruppi stabili, costi fissi:
- Contratti stabili lunghi (12+ mesi) con presenze regolari: se tutti stanno in casa pressoché tutti i giorni, per-giorni è solo amministrazione inutile.
- Internet, Netflix, abbonamenti: il costo non cambia con la presenza. Dividere per giorni Netflix non ha senso — paghi lo stesso se uno è via.
- TARI e quota fissa di bolletta: la parte fissa (rateo, canone Rai, oneri di sistema su luce) non dipende dai consumi.
- Spese condominiali ordinarie ripartite per millesimi: la quota inquilino ex art. 9 L. 392/78 si calcola sui criteri condominiali, non sui giorni.
In pratica: per-giorni è eccellente per le voci variabili in case con turnover; è inutile per le voci fisse. Da qui la logica dell’approccio ibrido, che vediamo più sotto.
Vedi anche: Dividere bollette tra coinquilini: 4 metodi a confronto per il quadro generale dei quattro metodi.
Come tracciare la presenza senza litigare
Il tallone d’Achille del per-giorni non è la matematica: è il tracking. Se a fine mese ognuno ricostruisce a memoria “io ero fuori… boh, una settimana?”, il metodo fallisce. La regola d’oro: la presenza si segna in tempo reale, non a posteriori.
Tre sistemi che funzionano nella pratica:
-
Calendario condiviso (Google Calendar, iCloud). Un calendario “Casa di Via Belmeloro 12” con eventi “Marco fuori” dal 5 al 12. Tutti lo vedono, tutti lo aggiornano. Costo: zero. Limite: bisogna ricordarsi di segnare.
-
Foglio Google con tabella per giorni. Una colonna per inquilino, una riga per ogni giorno del mese, X per “presente” o “assente”. A fine mese basta contare. Più rigoroso, più noioso. Va bene per case con 4+ inquilini dove il calendario diventa illeggibile.
-
Sistema onorario con regola di default. Si parte dal presupposto “presente sempre”, e ognuno comunica al gruppo le assenze ≥3 giorni consecutivi via chat o gruppo WhatsApp. Le assenze brevi (un weekend dai genitori) si trascurano. Pratico, meno preciso, ma evita la burocrazia.
In Plinthos il tracking è gestito direttamente nella divisione bolletta: per ogni inquilino imposti i giorni di permanenza nel periodo fatturato, l’app calcola la quota proporzionale e la propone come pagamento individuale. Foto della bolletta caricata una volta, divisione automatica, quote pronte. Vedi come funziona →
Regola implicita ma importante: chi non comunica, paga come se fosse stato presente tutti i giorni. Senza questa clausola, qualcuno aspetterà a dichiarare le assenze sperando di ridurre la propria quota. Lo si mette nel patto di convivenza scritto al primo giorno.
La formula e gli esempi numerici
La matematica del per-giorni è una sola:
quota_X = totale_bolletta ÷ totale_person-days × giorni_di_X
Dove totale_person-days è la somma dei giorni di permanenza di tutti gli inquilini nel periodo fatturato.
Esempio 1 — Tutti presenti tutto il mese
Bolletta luce: 240€. Tre inquilini, 30 giorni di fatturazione. Tutti presenti tutto il mese.
- Total person-days = 30 + 30 + 30 = 90
- Quota a giorno = 240 ÷ 90 = 2,67€
- Quota di ciascuno = 2,67 × 30 = 80€
Esattamente come parti uguali. Per-giorni non aggiunge nulla quando il gruppo è omogeneo.
Esempio 2 — Un inquilino via 10 giorni
Stessa bolletta 240€, tre inquilini, 30 giorni. Inquilino A via 10 giorni (presente 20). Inquilini B e C presenti tutto il mese.
- Total person-days = 20 + 30 + 30 = 80
- Quota a giorno = 240 ÷ 80 = 3,00€
- A paga = 3,00 × 20 = 60€
- B paga = 3,00 × 30 = 90€
- C paga = 3,00 × 30 = 90€
Verifica: 60 + 90 + 90 = 240€. Tutto torna.
Nota la cosa che spesso sorprende: A risparmia 20€, ma B e C pagano 10€ in più ciascuno. Quando uno se ne va, la sua quota non sparisce — viene redistribuita sugli altri presenti, perché la bolletta del gas non scende solo perché manca una persona (l’impianto centralizzato lavora comunque).
Questo è il punto contrattualmente delicato del per-giorni: chi resta paga di più, non meno, rispetto al puro parti uguali. Va detto chiaramente prima di adottarlo.
Esempio 3 — Erasmus di due mesi
Bolletta gas bimestrale (gennaio-febbraio): 480€. Tre inquilini, 59 giorni di fatturazione. Inquilino A in Erasmus tutti i 59 giorni (presente 0). B e C presenti pieno periodo.
- Total person-days = 0 + 59 + 59 = 118
- Quota a giorno = 480 ÷ 118 = 4,07€
- A paga = 0€
- B paga = 4,07 × 59 = 240€
- C paga = 4,07 × 59 = 240€
Qui il per-giorni è davvero spietato: se A non è mai in casa, paga zero. Ma B e C pagano il 50% in più del parti uguali (240€ ciascuno contro 160€): la quota di chi resta cresce proporzionalmente al peso degli assenti. Se A continua a usare la stanza per i suoi mobili e a tenere il contratto attivo, è più giusto pattuire una quota fissa di partecipazione (es. 20% comunque) per le voci che restano accese (riscaldamento minimo, frigo, modem). Vedi sotto, “approccio ibrido”.
Edge case: nuovo inquilino a metà mese
Subentro in corsa: il nuovo inquilino arriva il 15 del mese, su un periodo di fatturazione di 30 giorni. Quanti giorni gli imputi?
La regola pratica più usata in Italia (e coerente con il pro-rata che si applica al canone in molti contratti): il giorno di arrivo non si conta, il giorno di uscita sì. È simmetrica e prevedibile.
Esempio: bolletta luce 300€, 30 giorni di fatturazione, 4 inquilini di cui uno (D) arrivato il 15.
- A, B, C presenti 30 giorni ciascuno.
- D presente dal 16 al 30 = 15 giorni.
- Total person-days = 30 + 30 + 30 + 15 = 105
- Quota a giorno = 300 ÷ 105 = 2,86€
- A, B, C pagano = 2,86 × 30 = 85,71€ ciascuno
- D paga = 2,86 × 15 = 42,86€
Verifica: 85,71 × 3 + 42,86 = 257,13 + 42,86 = 299,99€ (∼300€, il centesimo si perde negli arrotondamenti — un coinquilino assorbe la differenza per convenzione).
Importante: questa logica si applica solo alle voci variabili. Per la quota fissa della bolletta (oneri di sistema su luce, canone modem, abbonamento gas), molti gruppi adottano una “tariffa flat di benvenuto” — chi entra a metà mese paga un mezzo mese di parte fissa, indipendentemente dal pro-rata sui consumi. Va scritto nel patto.
Bollette a quota fissa e bollette miste
Non tutte le voci di una bolletta seguono il consumo. La bolletta luce italiana, per esempio, ha tre componenti:
- Quota energia (€/kWh consumati) → variabile, segue la presenza.
- Quota potenza (€/kW impegnato/mese) → fissa.
- Quota fissa (oneri di sistema, canone Rai, accise minime) → fissa.
Per il puro rigore, andrebbero divise diversamente: la quota energia per giorni, le quote fisse per parti uguali. In pratica, in case con bollette piccole (40-100€/mese), separare le tre componenti è un effort sproporzionato. La convenzione pragmatica:
- Bolletta fino a circa 100€: dividi tutto per giorni e basta. L’approssimazione costa pochi euro a testa.
- Bolletta sopra 200€ (riscaldamento centralizzato invernale, gas freddo): separa quota fissa (per parti uguali) e quota consumo (per giorni). Vale la pena.
Per le utenze ad abbonamento puro — internet, Netflix, Spotify Premium, Disney+ — il per-giorni non si applica mai. Costo fisso, dividi in parti uguali e basta. Se uno va in Erasmus e vuole “scendere” da Netflix, lo decidete a parte (es. lo paga solo chi lo usa).
Approccio ibrido: la soluzione che molte case adottano davvero
Nessuna casa con bilancio sano usa un solo metodo per tutto. L’approccio che funziona nel 90% dei casi è ibrido:
| Tipologia di spesa | Metodo consigliato | Motivo |
|---|---|---|
| Luce (componente consumo) | Per giorni | Segue la presenza |
| Gas / riscaldamento autonomo | Per giorni | Idem |
| Riscaldamento centralizzato (quota volontaria) | Per mq della stanza | Costo legato allo spazio scaldato |
| Acqua (se contabilizzata sull’unità) | Per giorni | Segue la presenza |
| Internet, abbonamenti TV/musica | Parti uguali | Costo fisso |
| Quota fissa bolletta luce/gas | Parti uguali | Non dipende dal consumo |
| TARI (se ribaltata sul conduttore) | Parti uguali o per mq | Tassa, non consumo |
| Pulizia spazi comuni | Parti uguali | Spazio condiviso |
Sulla TARI una precisazione importante: in linea generale grava sul conduttore solo se la locazione supera i 6 mesi. Per detenzioni temporanee di durata ≤6 mesi nell’anno solare, la TARI resta in capo al proprietario (art. 1 c. 643 L. 147/2013). Per cui in contratti transitori brevi non si “divide” niente — l’imposta non passa neanche agli inquilini.
Sui criteri di ripartizione condominiale delle spese (che il locatore può ribaltare in parte sull’inquilino come oneri accessori ex art. 9 L. 392/78), la cornice è l’art. 1123 c.c., che prevede ripartizione in proporzione al valore della proprietà — non in parti uguali a testa, non per giorni di permanenza. Per il riscaldamento centralizzato la disciplina specifica (art. 9 D.Lgs. 102/2014, come modificato dal D.Lgs. 73/2020) impone una quota volontaria (legata ai consumi effettivi misurati dai sotto-contatori) di almeno il 50% del totale, con la quota residua ripartibile per millesimi, mq o mc utili.
Tradotto in lingua pratica: tra coinquilini puoi accordarti come vuoi, ma il “metodo per giorni” si applica al riparto interno tra inquilini, non sostituisce il criterio condominiale con cui il locatore calcola la quota oneri accessori da chiedere all’appartamento.
Sul termine di pagamento degli oneri accessori, l’art. 9 L. 392/78 stabilisce che il conduttore deve pagare entro due mesi dalla richiesta del locatore. È un termine di pagamento, non un termine entro cui il locatore deve fare la richiesta. Su questo passaggio molti articoli online sbagliano: il termine di due mesi non vincola il locatore a presentare i conti entro due mesi dal sostenimento della spesa.
Vedi anche: Dividere bollette per metri quadri: calcolo e 3 pattern per il metodo per-mq, complementare al per-giorni nell’approccio ibrido. Sul confine fisco/contratto delle utenze nei contratti a stanza con turnover frequente vedi anche Bollette intestate al proprietario: vantaggi e rischi.
Errori comuni da evitare
Tre errori che ho visto rovinare la pace in case con per-giorni:
-
Tracking retroattivo. “Aspetta, quanti giorni sono stato fuori a marzo?” Se nessuno ha segnato niente, ognuno ricorderà i giorni a proprio favore. Il sistema collassa nel rancore. La presenza si segna in tempo reale o non si segna affatto.
-
Non contare i giorni parziali in modo coerente. Marco arriva alle 22 del 14, conta il 14 come presente o no? Conviene scegliere una regola (es. “giorno di arrivo NO, giorno di uscita SÌ”) e applicarla sempre, anche quando “sembra ingiusto”. La regola vince sul caso singolo.
-
Mescolare metodi senza consenso scritto. “Questa bolletta dividiamola per giorni, la prossima per mq, l’internet a parte” senza accordo fissato all’inizio è il viatico per litigare ogni mese. La regola va decisa una volta, scritta nel patto di convivenza (anche un foglio Google va bene), e si applica per tutta la durata. Si cambia solo all’arrivo di un nuovo inquilino, con consenso di tutti.
Bonus error: dimenticare le voci fisse. Internet 30€/mese diviso per giorni non ha senso, ma il gruppo lo fa “per coerenza con il resto”. Risultato: chi è via paga meno per un servizio che esiste comunque. Le voci fisse si dividono in parti uguali, sempre.
Cosa fare in pratica — checklist operativa
Sintesi dei passi per impostare un sistema per-giorni funzionante:
- Decidi le voci. Quali bollette/spese si dividono per giorni, quali per parti uguali, quali per mq. Scrivilo nel patto di convivenza al giorno 1.
- Scegli il sistema di tracking. Calendario condiviso, foglio Google, o sistema onorario con default “presente”. Una scelta, vincolante per tutti.
- Fissa la regola del giorno parziale. “Arrivo NO, uscita SÌ” è la più usata. Conta solo che sia una.
- Inserisci il default “chi non comunica, paga pieno”. Senza questo, qualcuno barerà.
- Per bolletta variabile + quota fissa, decidi la separazione. Soglia tipica: sopra ~200€ separi, sotto no.
- Per nuovi ingressi a metà mese: pro-rata sui giorni effettivi sui consumi, mezzo mese su quota fissa.
- Tieni le ricevute. Foto delle bollette in un cloud condiviso (Drive, Plinthos, Dropbox), accessibile a tutti.
- Rivedi ogni 3-6 mesi. Se il gruppo è cambiato (nuovi inquilini, qualcuno è andato in Erasmus per un semestre), aggiorna il patto.
Plinthos automatizza i punti 5-7: carichi la foto della bolletta, scegli il metodo “per giorni di permanenza”, imposti i giorni per ciascun inquilino, e l’app calcola le quote individuali, le propone come pagamenti, e tiene la ricevuta linkata alla divisione. Il gruppo vede le stesse cifre, niente discussioni su “ma il calcolo non torna”.
Domande frequenti
Posso usare il metodo per giorni anche per la TARI?
In teoria sì, ma con due caveat. Primo: la TARI è a carico del conduttore solo se la locazione supera i 6 mesi (art. 1 c. 643 L. 147/2013); per detenzioni brevi ≤6 mesi resta al proprietario. Secondo: anche quando è dovuta dagli inquilini, è una tassa basata sull’occupazione dell’unità, non sui consumi giornalieri. Convenzionalmente si divide in parti uguali o per mq, non per giorni. Per-giorni su TARI ha senso solo in scenari estremi (un inquilino assente l’intero anno).
Se uno è in Erasmus per 6 mesi e non paga nulla, è regolare?
Tra coinquilini sì, se è quello che avete pattuito. Il punto importante è un altro: l’inquilino in Erasmus continua a essere parte del contratto di locazione verso il proprietario, quindi resta obbligato al canone e alla sua quota di oneri accessori condominiali secondo il contratto. La divisione interna delle bollette è cosa diversa dal rapporto con il locatore. In pratica le altre due quote crescono ma il proprietario non c’entra.
Conta il giorno in cui uno arriva, o no?
La convenzione più usata in Italia è: giorno di arrivo NO, giorno di uscita SÌ. È simmetrica e si presta meno a interpretazioni. Ma qualunque regola va bene, purché sia scelta una volta e applicata sempre.
E se uno torna a casa dai genitori tutti i weekend? Conta come assente?
Tecnicamente sì, ma scendere a quel livello di granularità è amministrazione pura. Il consenso pratico in gran parte delle case: si conteggia come assenza solo dai 3 giorni consecutivi in su. Sotto, è “presente” per convenzione. Va scritto nel patto.
Il metodo per giorni vale anche per le spese condominiali ribaltate dal proprietario?
No. Le spese condominiali si ripartiscono tra coinquilini con i criteri del condominio (art. 1123 c.c. — di norma per millesimi/valore della proprietà), non per giorni di permanenza. Il per-giorni è un patto interno tra inquilini sulle utenze che fatturano in casa. Per gli oneri accessori ex art. 9 L. 392/78, segui il criterio condominiale.
Il metodo per giorni di permanenza è il più equo possibile quando il gruppo è instabile, ma è anche il più amministrativamente esigente. Funziona se tracci la presenza in tempo reale, applichi una regola scritta del giorno parziale, e separi le voci variabili dalle voci fisse. Se ti rendi conto che la metà delle bolletta è fissa e il gruppo è stabile, il per-giorni è overkill: torna al parti uguali o all’ibrido. Se invece hai turnover, Erasmus, pendolari, è il metodo che evita le ingiustizie e che ti farà fare meno discussioni nel lungo periodo.
In Plinthos imposti il metodo “per giorni di permanenza” sulla singola bolletta, indichi i giorni di ciascun inquilino, l’app calcola le quote e le propone come pagamenti individuali con la foto della bolletta allegata. Niente foglio Excel, niente “ma sei sicuro del calcolo?”. Scopri come si gestiscono bollette e pagamenti in Plinthos →
Le leggi citate (L. 392/78 art. 9, L. 147/2013 art. 1 c. 643, art. 1123 c.c., D.Lgs. 102/2014 art. 9 come modificato dal D.Lgs. 73/2020) sono aggiornate alla data di pubblicazione dell’articolo. Per casi specifici (controversie sugli oneri accessori, contestazioni sul riparto condominiale) consulta un’associazione di proprietari o un avvocato.
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